red's profileLa Città VecchiaPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
... Alla fiera di Monte Citorio, tra nani e ballerine, saltimbanchi e poeti, ci si diverte sempre. La compagnia è variopinta, la commedia è sempre nuova. E ogni giorno si recita a soggetto. Tiene banco in questi gironi la triste storia di un grande amore perduto, quello tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini. Che vivevano felici in una bella casa, una bella casa che ora non c’è più. C’era troppa libertà, dice adesso Silvio, “si faceva un po’ quello che dicevo io, un po’ quello che diceva Silvio, e ogni tanto concedevamo qualcosa anche a Berlusconi. Mi è sembrato troppo, essere democratici va bene, ma si stava esagerando!” Ci sono però degli inguaribili romanticoni, Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri, che pensano con nostalgia a ieri, alle passeggiate in Transatlantico mano nella mano, alle leggi ad personam all’ombra dell’ultimo sole, ai baci furtivi a Villa San Martino tra un sottosegretariato e l’altro, alle tenere carezze nei boschi di Gemonio con Borghezio e Tremonti quando si riscriveva la costituzione a colpi di polenta e usei. Sperano tanto nella riconciliazione, ma per adesso (domani è un altro giorno e si vedrà...) Gianfranco non ne vuole sentire più parlare: “Se ieri ti tenevo sul mio cuore, domani non so dove sarai tu. Il tempo lascia solo di un amore un poco di rimpianto e nulla più”. Ma Silvio non se ne cura; Silvio cammina per la strada sicuro senza pensare a niente, guarda la gente con aria indifferente: sono lontani quei momenti quando Gianfranco provocava turbamenti; quando la vita era più facile e si potevano mangiare anche le fragole. E poi c’è Carlo Giovanardi, che s’aggira scodinzolando senza una meta. Giovanardi, che alcuni sospettano essere parente di quel tale di cui Flaiano disse “ E’ un cretino, con rarissimi sprazzi d’imbecillità”, ha aderito con il suo proverbiale entusiasmo al nuovo partito di Silvio, dopo averci riflettuto per quasi 15 secondi. Ma quando, dopo una mezz’ora, Berlusconi ci ha ripensato (Silvio proprio non riesce ad andare d’accordo con Berlusconi, neanche con la mediazione del presidente del Milan e del capo di Forza Italia), il povero Giovanardi è rimasto senza una casa e non sa più dove andare. Anche quella casa l’hanno buttata giù. Per fortuna, dall’altra parte tutto procede per il meglio, cioè come il solito. Tutti d’amore e in disaccordo. E’ stato lanciato un nuovo gioco a premi, “Chi vuol esser il dissociato?”, una gara a cui concorrono tutti i parlamentari della maggioranza. Ognuno di loro viene chiuso in uno stanzino in cui, mentre vota l’eterna e incondizionata fiducia al Governo Prodi, deve contemporaneamente dichiarare che è tutto uno schifo, che la misura è colma. Chi si dissocia di più vince un premio, un posto di rilievo nel futuro Partito democratico, magari a fianco dell’ex Vicepresidente del Consiglio del Governo Berlusoni, un tale di nome Marco Follini. Il posto da Presidente del Consiglio non è in palio, quello è stato già prenotato da Veltroni, più o meno 125 anni fa. Un incauto esponente della maggioranza ha avuto l’ardire di dichiarare che il Governo Prodi sta facendo buone cose (un certo Piero Fassino), è stato preso a Randellate da 33 esponenti del partito democratico e abbandonato pesto e sanguinante nelle campagne di Pinerolo. Nella gara a chi si dissocia di più, è in testa un certo Lamberto Dini che, forte del grande consenso tra gli elettori (secondo recentissimi sondaggi circa 12 voti, pari allo 0,0000000000001%), ha preso esempio dal capocomico della parte avversa (avversa?) e adesso dice “o si fa come dico io o si fa presto a dire addio”. Nell’angolo dei teneroni stanno Oliviero Diliberto e Franco Giordano che, con incredibile sfrontatezza, sembra chiedano (ma a voce bassa, per non disturbare troppo) addirittura che un governo di centro sinistra faccia, ogni due o tre secoli, almeno una mezza cosa che sembri vagamente di sinistra. Tipo lottare contro la precarietà. Senza esagerare, s’intende. Mentre questa allegra compagnia recita ogni giorno, e il tempo passa, noi restiamo qui a divertirci, a scherzare, e a vedere lentamente, dolcemente, simpaticamente, pacatamente il nostro paese affondare nella melma. Un giorno, domani, potrebbe anche succedere che, magari per un virus influenzale, un Senatore a vita non possa partecipare a una votazione. Andare a votare ora, con queste coalizioni sbriciolate in frantumi, sarebbe un vero spasso!
Buone cose.
HASTA SIEMPRE!
Si ringrazia il sito Comicomix.com Crisi coniugaleAlla mia carissima moglie. Durante lo scorso anno ho tentato di fare l’amore con te 365 volte. Ci sono riuscito 36 volte, che significa una media di una volta ogni dieci giorni. La seguente è la lista del perché non ci sono riuscito più spesso: 54 volte le lenzuole erano pulite, 17 volte era troppo tardi, 49 volte eri troppo stanca, 20 volte faceva troppo caldo, 15 volte hai fatto finta di essere addormentata, 22 volte avevi mal di testa, 17 volte avevi paura di svegliare i bambini, 12 volte era il periodo sbagliato del mese, 19 volte dovevi alzarti presto, 9 volte non eri dell’umore giusto, 7 volte avevi preso una scottatura solare, 6 volte stavi guardando il Costanzo Show, 5 volte non volevi rovinare la pettinatura appena fatta, 3 volte avevi paura che ci sentissero i vicini, 9 volte avevi paura che ci sentisse tua madre. Delle 36 volte che sono riuscito, l’attività non è stata soddisfacente perché: 6 volte eri giusto sdraiata e non hai partecipato, 8 volte mi hai ricordato che avevo una gratta in un occhio, 4 volte mi hai detto di fare alla svelta, 7 volte ho dovuto svegliarti per dirti che avevo finito, 1 volta ho avuto paura di averti fatto male perché mi è parso che tu ti spostassi. Al mio caro marito. Credo che tu sia un po’ confuso. Queste sono le ragioni per le quali non hai ottenuto niente di più: 5 volte sei tornato a casa ubriaco e hai cercato di scoparti il gatto, 36 volte non sei proprio tornato, 21 volte non sei venuto, 31 volte sei venuto troppo presto, 19 volte ti si è ammosciato prima che tu potessi infilarlo, 10 volte avevi i crampi alle dita dei piedi, 38 volte ci hai provato troppo tardi, 29 volte dovevi alzarti presto per andare a giocare a golf, 2 volte eri stato coinvolto in una rissa e qualcuno ti aveva colpito alle palle, 6 volte sei venuto nel pigiama mentre ti leggevi un porno, 98 volte eri troppo occupato a guardare il calcio in TV. Per le volte che ci siamo riusciti, la ragione per cui io stavo semplicemente sdraiata era che avevi mancato la mira e ti stavi scopando le lenzuola. Non ho mai parlato di grata nell’occhio, ma ti avevo chiesto se mi preferivi girata o in ginocchio. La volta che ti pareva che mi stessi spostando era perché avevi scoreggiato e stavo semplicemente cercando di respirare… Le risposte a 10 Perché della vita1. Perché Babbo Natale non può avere bambini? Perché viene una sola volta all'anno e per di più con una renna. 2. Perché gli Iraniani ce l'hanno con il vento? Perché gli sbatte tutte le persiane. 3. Perché i Kossovari non prendono il caffé? Perché passano dalla Macedonia al Montenegro. 4. Perché Chelsea è l'unica figlia di Clinton? Perché tutti gli altri fratelli e sorelle sono stati ingoiati da Monica Lewinsky. 5. Perché le donne si stropicciano gli occhi quando si svegliano al mattino? Perché non hanno le palle da grattarsi. 6. Perché le donne hanno la vagina? Perché se non l'avessero nessuno vorrebbe parlarci. 7. Perché le donne hanno le gambe? Perché altrimenti lascerebbero la scia come le lumache. 8. Perché agli uomini piacciono così tanto i pompini? Per quei cinque minuti di silenzio in casa. 9. Perché gli uomini eiaculano a scatti ? Perché le donne mandano giù' a sorsi. 10. Perché il gallo non fa le uova? Perché non vuole rompersi il culo per 200 lire. ...28 anni, romano, professione Dj, tifoso di calcio... era un ragazzo come tanti altri, libero di vivere la propria vita. Eppure questa libertà gli è stata brutalmente negata. Gli è stata negata da un rappresentante delle forze dell'ordine. Si dirà "E' stato un caso... i poliziotti di questa fattaa sono rari...". Eppure mi preoccupa il fatto che mi semra di averle già sentite, queste parole. E non una sola volta. Voglio credere che in qulche modo io (come, temo, anche tante altre persone) stia vivendo una sorta di maxi-deja vu. Certo che se così non fosse la situazione sarebbe realmente preoccupante. Non avrebbe avuto senso ovviamente sospendere le altre partite, perché la domenica di campionato non è stata altro che l'occasione: un poliziotto che a scopo INTIMIDATORIO spara addosso a un ragazzo si sarebbe potuto trovare anche in un bar, davanti a un cinema, fuori da un discoteca... E se fosse successo davanti ad una scuola, avremmo sospeso le lezioni in tutto il Paese?! Non credo proprio. Fatto sta che Gabriele non c'è più, da un momento all'altro, senza sapere come. E questo non è giusto. La pistola è un'arma e può fare molto male. Iniziatelo a dire ai poliziotti...
Per visitare il blog di Gabriele Sandri, ucciso a scopo INTIMIDATORIO, cliccate QUI.
Favola di oggi...Cammino, con il cuore in tumulto, pensando alla barbara aggressione avvenuta a Roma, in cui ha perso la vita la povera signora Reggiani. E ho paura. Cosa farei se venissi aggredito per strada? O lo fosse qualcuno che mi è caro? E poi, cosa vogliono questi stranieri, perché sono così cattivi con noi, con me? Che vengono a fare qui, a casa mia, perché non mi lasciano in pace? Forse è vero, come dice qualcuno, che bisogna rimandarli tutti a casa loro? Sono confuso, arrabbiato. Mentre sono immerso in questi pensieri cupi, una zingara si avvicina, un bambino in una mano e una sfera di Cristallo nell’altra. Stringo istintivamente il pugno. “Che vuoi, Zingara?” La mia voce è ostile. Lei, con un piccolo sorriso, mi chiede se voglio vedere la sua sfera di cristallo; mi dice che qualcuno ha una storia da raccontarmi. Incuriosito, accetto. Entriamo nel suo piccolo anfratto, ci sediamo, il bimbo si mette a giocare in disparte. Improvvisamente, la sfera si accende, facendomi sobbalzare. “Guarda” mi dice. E vedo. Vedo immagini confuse, che sembrano arrivare da molto lontano. Una strada di periferia, un gruppetto di ragazzini cenciosi che giocano. La gente, ben vestita anche se in modo buffo, passa veloce e li scansa; qualcuno in malo modo. C’è una bambina con gli occhi scuri che attira la mia attenzione, che si volta verso di me. Sembra quasi che mi guardi; anzi, si rivolge a me, in un italiano stentato e un po’ sgrammaticato.
Si ringrazia il sito Comicomix.com ...Enzo Biagi se n'è andato. E' inutile ripetere ciò che in questo momento tutti sentono il dovere di dire sulla sua immensità morale, umana e ideologica. Sembra che al di là di questo non ci sia altro da dire. Ma come: non c'è altro da dire su un uomo che, al contrario, ha sempre (e a ragione) detto qualcosa negli ultimi 60 anni? Non c'è altro da dire su un uomo che, pur avendone ogni sacrosanto e legittimo diritto, non ha mai fatto pesare la propria statura intellettuale? Davvero non c'è altro da dire su un uomo che si è sempre assunto tutte le sue responsablità e che senz'altro era uno dei pochi uomini che potevano ancora camminare a testa alta? Davvero Enzo Biagi è stato solo uno dei più grandi giornalisti italiani? O forse ha rappresentato qualcosa di più? O forse, pur nella sua discrezione e con le sue buone maniere, è stato una delle più rumorose voci di una generazione che ha vissuto sulla propria pelle il dramma del fascismo e della guerra e che (ahimè), pezzo dopo pezzo, sta inesorabilmente scomparendo, lasciando un vuoto che difficilmente sarà colmato? Enzo Biagi è stato un grande cronista del presente, ma credo che soprattutto egli sia stato un grandissimo testimone del passato che, con la sua immensa esperienza, avrebbe ancora potuto trasmettere tanto a noi giovani, novelli orfani di un vecchio padre. E presto la sua mancanza si sentirà. Ridateci l'Ottavo nano...Ricordate l'Ottavo nano, la fantastica trasmissione che ci ha accompagnati fino alle (ahimè) sfortunate elezioni politiche del 2001? Ebbene, non so come sia possibile, ma devo confessare che negli ultimi giorni sono stato inaspettatamente colto da una forte nostalgia di quel programma. Sarà per il ritorno anche di Luttazzi in Tv; o forse sarà per la sopraggiunta consapevolezza che Chetempochefa appartiene alla Endemol, e quindi a Berlusconi; o forse sarà che le recenti vicende della politica italiana hanno spostato l'attenzione della satira eccessivamente sul Centrosinistra. Fatto sta che mi mancano da morire le imitazioni dei fratelli Guzzanti, gli spot della Casa delle libertà, i Politikamon, i vari Berlusconi Transformer. Ho quindi deciso di lanciare un appello verso ignoti, sperando che non vada del tutto a vuoto:
|
|
|