red's profileLa Città VecchiaPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
...Mi accingo a scrivere mentre mancano esattamente 4 ore e 37 minuti all'inizio del nuovo anno, il fatidico 2008 (perché fatidico? non lo so, però fa un certo effetto...). Janis Joplin nelle orecchie, fuori dalla finestra gli stessi palazzi di un anno fa; mi chiedo "ma pensandoci bene, cosa c'è di diverso rispetto a un anno fa? già, il calendario... ma io intendo di realmente diverso", ed allora mi accorgo che effettivamente è quasi tutto uguale ad allora: la stessa noia, gli stessi discorsi, gli stessi pensieri, ma soprattutto le stesse speranze; quelle speranze che non sono altro che la conferma del fatto che, tutto sommato, il 2007 o non c'è stato o è stato pressocché inutile. In rete circolano varie cronologie di questo anno che si dica sia trascorso; leggo quella che mi sembra la più completa, quella di Wikipedia. Vediamo cosa c'è d'interessante: omicidio dell'ispettore Raciti, omicidio del tifoso Gabriele Sandri, Family Day, Vaffanculo Day, Sarkozy presidente in Francia, strage di Duisburg, nascita di Windows Vista, malasanità, incendi al Sud Italia ed in Grecia, scontri in Birmania, inasprimento dell'opinione pubblica contro i Rom, nascita del PD, scomparsa di Luciano Pavarotti, scomparsa di Enzo Biagi, incendio alla Thyssen Krupp di Torino con conseguente decesso di sette operai... Basta! Ho capito: il 2007 c'è stato davvero, non era un incubo! E allora che dire... molto probabilmente anche il 2008 ci sarà davvero, anche il 2008 sarà una realtà (esattamente fra 4 ore e 19 minuti: minchia come passa il tempo!), ma lasciatemi esprimere l'augurio che sia una realtà del tutto diversa da quella appena trascorsa, una realtà piena di serenità e di salute per tutti, nessuno escluso.
Buon 2008 e buone cose.
HASTA SIEMPRE! Un piccolo omaggio a DiniDini, Dini, Dini, Dini...
s'è questione di quattrini...
ti si trova un bel lavoro
che puoi svolger con decoro,
che può darti maggior gloria
che l'entrare nella storia
come bieco traditore,
come infame servitore
di un furfante inveterato
che ben bene ti ha pagato.
Questo popolo italiano
non è triste né fustrato,
e quei po' che ti han votato
ora san d'aver sbagliato
ed a te faran la guerra:
resterai col cul per terra!
Si ringrazia la rivista L'Asino.
La mia lettera a Babbo NataleCaro Babbo Natale,
è Natale. Anzi: è la vigilia di Natale. Anche quest'anno ho fatto il buono, perché tutti anche quest'anno hanno fatto i buoni, ed io non voglio essere da meno. Anzi, ti dirò di più: oggi mi voglio proprio rovinare. Voglio tanto fare il buono che non ti chiedo niente per me, ma ti chiedo qualcosa per chi, poveretto, non te la può chiedere. Innanzitutto ti voglio chiedere una vera scheda anti-intercettazioni per il mio amico Luciano Moggi: la sta cercando da tanto tempo, credeva di averla trovata, ma era solo un'altra fregatura; ed è stato reintercettato. Giacché ci sei, poi, comprane anche un'altra per il mio carissimo amico Silvio Berlusconi. Sai, ciò che si dice sui suoi soldi sono solo fandonie; in realtà lui è molto molto povero e non ha la possibilità di comprarsi tutte le compagnie telefoniche, così è cascato anch'egli nella trappola delle intercettazioni. Per lui poi ti chiedo anche una magistratura ad personam, che ancora non si può comprare neanche con Mastercard: questi giudici comunisti! (
Grazie Babbo Natale, sei un amico.
Ps. se ti resta un po' di tempo porta qualcosa anche a tutte le altre ed a tutti gli altri semplici mortali: a ciascuno ciò che più desidera, e per me... vedi tu che riesci a fare. ..."Che non si muore per amore è una gran bella verità..." Così cantava qualche decennio fa Lucio Battisti. Certo, bisogna vedere fino a che punto questa affermazione possa essere considerata vera. Questo però è un altro discorso: credo ci sia molto da dire a riguardo, ma non è su questo argomento che volevo soffermarmi in questo preciso istante. Piuttosto volevo prendere spunto dalla frase citata per esporre questo mio ragionamento: se le pene d'amore, per quanto pesanti, dovrebbero non poter portare alla morte, com'è possibile allora che possa portare alla morte il lavoro? Tale considerazione mi è sorta ovviamente dagli ultimi tragici episodi di "morti bianche" nel nostro Paese. Da sempre l'uomo è andato a lavorare per guadagnarsi di che vivere; oggi in Italia sembra che si vada a lavorare per guadagnarsi di che morire. E' ormai diventata una situazione insostenibile: non è ammissibile che in uno Stato civile e sviluppato, come si vuole far credere che sia l'Italia, non si sia in grado di attuare una cultura del lavoro capace di garantire con ogni mezzo ed in ogni modo la sicurezza di operai, manovali, artigiani e tutti coloro che rischiano di diventare più soggetti a incidenti di quanto non lo siano effettivamente addirittura le forze armate. Cari governanti, invece di accapigliarvi di continuo su simboli, voti, partiti, pensate ad assicurare il benessere di quei cittadini grazie ai quali state dove state, e forse riuscirete allora a dare un senso al vostro ruolo istituzionale, cosa che finora non siete riusciti a fare. Sforzatevi, ché forse qualcosa di buono esce... forse.
Buone cose.
HASTA SIEMPRE! |
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